Rate Leasing

Con il termine leasing, apparso in Italia nei primi anni 60, si intende un’operazione finanziaria in cui un soggetto concede ad un altro il diritto di utilizzare un bene dietro pagamento di un canone periodico, per un certo periodo di tempo. E’ previsto contrattualmente che alla fine del periodo stabilito l’utilizzatore possa acquistare il bene stesso, esercitando l’opzione di acquisto, il c.d. riscatto, versando un prezzo stabilito.

Esistono a tale scopo società finanziarie (concedenti)  che acquistano da fornitori terzi beni, mobili o immobili, per concederli in uso ad un soggetto (utilizzatore) per un periodo di tempo prefissato e mediante il pagamento di un canone periodico. Ma il contratto di leasing prevede anche che l’utilizzatore possa restituire il bene oppure continuare ad utilizzarlo, pagando un canone inferiore oppure sostituirlo con un altro bene. Si possono ottenere sotto forma di leasing beni immobili, beni strumentali all’attività esercitata, beni mobili (auto e arredi).

Rate del Leasing Operativo

All’operazione di leasing partecipano tre soggetti: il concedente ovvero la società che acquista il bene e lo dà in leasing continuando a detenere la sua proprietà fino all’esercizio del riscatto; l’utilizzatore ossia il soggetto che sceglie il bene e lo usa; il fornitore, che è scelto dall’utilizzatore e che vende il bene al concedente. Al leasing tipico finanziario si affianca il leasing operativo che è un contratto atipico dove alla fine del periodo stabilito non c’è la possibilità di riscattare il bene; esso è caratterizzato dal fatto che il rapporto si instaura tra due soggetti e non tre, infatti è la stessa impresa produttrice del bene che è fornitore e concedente.

Il meccanismo del leasing è stato ben accolto dagli operatori economici, imprese e professionisti, in quanto permette l’acquisizione e la disponibilità di beni necessari alla loro attività produttiva consentendo di avere sempre beni strumentali nuovi. Il canone che l’utilizzatore deve versare può essere scelto tra varie tipologie, a seconda delle esigenze: fisso o indicizzato, mensile, bimestrale o trimestrale. Al fine di evitare che alcuni soggetti abusino dello strumento del leasing per fini non leciti le società concedenti prevedono un anticipo piuttosto cospicuo, il cosiddetto maxi canone iniziale, che può variare dal 10 al 25% del valore del bene e si intende vada a coprire il periodo che va dalla decorrenza della locazione fino alla scadenza del secondo canone.

Naturalmente tale maxi canone ha effetti su quella che sarà la rata da corrispondere secondo la periodicità stabilita: infatti l’ammontare della rata dipende dall’anticipo che si è versato alla stipula del leasing, dalla durata dell’operazione (che non può essere superiore alla durata del bene), dal tipo di canone fissato (se a tasso fisso o indicizzato), dal prezzo del riscatto finale, dai servizi accessori forniti dalla società di leasing e dal costo del bene oggetto di leasing. Qualora venga scelto un tasso del canone indicizzato si prende come riferimento la quotazione dell’euribor a 3 mesi. Pertanto quando si verifica una variazione di tale tasso anche il canone subisce tale andamento. Si noti che i canoni sono fiscalmente deducibili qualora il bene sia strumentale all’attività svolta.