Prestiti INPDAP

Il prestito denominato Inpdap può essere riconosciuto sia ai lavoratori alle dipendenze dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica (INPADP) che a tutti i dipendenti statali e pubblici anche se iscritti ad altri istituti pensionistici purchè percipienti una retribuzione mensile continuativa e fissa e iscritti alla “Gestione Unitaria Autonoma delle prestazioni creditizie e sociali”.

L’iter per la richiesta prevede la presentazione di una domanda, su modulo apposito fornito dall’ INPDAP, in triplice copia all’Amministrazione dalla quale si dipende. Ma il prestito può essere concesso anche da banche o società finanziarie che abbiano stipulato una convenzione con l’ente previdenziale.

Piccolo Prestito INPDAP

Possono essere richiesti tre tipi di finanziamenti: piccolo prestito, prestito pluriennale garantiti e prestito pluriennale diretto. Il piccolo prestito rientra tra i prestiti personali e può essere richiesto per far fronte a impellenti ed urgenti necessità. La restituzione dell’importo potrà avvenire 12, 24, 36 o 48 rate di uguale entità comprendente gli interessi.

Non è richiesto un giustificativo di spesa. Nel caso di prestito pluriennale diretto è invece necessario documentare la spesa per la quale si chiede il finanziamento. Il dipendente dovrà restituire la somma in 5 o 10 anni, ricordando che la rata mensile non potrà superare il quinto dello stipendio.

Oltre a questa e al tasso di interesse annuo alla rata saranno applicate spese di amministrazione ed un’aliquota per fondo rischi che varia a seconda che il prestito sia quinquennale o decennale. E’ sempre possibile estinguere anticipatamente il debito. Altra tipologia di prestito Inpdap è il prestito pluriennale garantito accessibile per coloro che sono attualmente in attività di servizio e con all’attivo almeno 4 anni di lavoro validi ai fini pensionistici.

Tassi di Interesse e Rate INPDAP

Tale tipo di finanziamento offre garanzie contro i seguenti tipi di rischio: decesso del lavoratore prima dell’estinzione della cessione, riduzione dello stipendio del cedente e cessazione dal servizio senza diritto a pensione. La restituzione dovrà avvenire per mezzo di trattenuta diretta sullo stipendio fino al quinto dell’importo percepito, rammentando che agli interessi vanno sommate altre spese quali quelle di amministrazione fissate dagli istituti eroganti, una percentuale delle spese di amministrazione per l’INPDAP e un premio compensativo per il caso di insolvenza (1,5 % per i prestiti quinquennali e 3 % per quelli decennali).

Il prestito potrà essere restituito in rate da 5 o 10 anni. E’ammissibile presentare una nuova istanza di finanziamento solo dopo che sia trascorso un anno dall’estinzione del precedente debito. L’importo richiesto sarà erogato dall’Istituto o a mezzo assegno bancario o circolare non trasferibile oppure bonifico bancario o contanti. Qualora dovesse avvenire il decesso della persona, il debito rimanente si estinguerà automaticamente.

In caso di trasferimento del dipendente presso una amministrazione diversa sarà cura dell’ufficio che mensilmente effettua le ritenute sullo stipendio comunicare al nuovo datore di lavoro i dati relativi al prestito inpdap contratto al fine di permettere la continuazione della restituzione del prestito. Un altro possibile prestito erogato dall’Inpdap è la concessione di un mutuo che può essere destinato all’acquisto o alla ristrutturazione della propria casa di abitazione.