Tassi di interesse bancari
Decidere di aprire un conto in banca significa trovare l’istituto di credito con servizi completi che soddisfano le nostre esigenze come avere un pannello online che ci permette di effettuare le transazione da casa o dal nostro ufficio con l’utilizzo del nostro pc collegato ad internet.
Tra i servizi scelti dagli italiani emerge quello del pagamento online di prestiti, mutui e finanziamenti ma anche bollette, assicurazioni e tasse universitarie nonchè la ricarica telefonica per il nostro cellulare.
Tutti questi servizi devono però esserci offerti con una spesa minima da parte nostra verso la banca che eroga queste comodità e se il tasso di interesse non è vantaggioso e non ci permetta di guadagnare una percentuale annua sufficente, la banca scelta non è poi così vantaggiosa.
Nel momento in cui la nostra banca ci illustra le sue offerte insieme a tutti i servizi disponibili ci mostra il contratto da fleggere e da approvare, e nelle clausole sono definiti gli interessi che la banca paga ai propri correntisti annualmente.
Le percentuali di interesse comprese tra l’1% e il 2% sono le più comuni da trovare tra i vari istituti di credito e se si fà un calcolo preventivo noteremo che le spese per mantenere un conto corrente presso una banca sottratte alla percentuale di interesse applicato al denaro versato, potrebbe non essere conveniente soprattutto se i soldi versati in banca non sono poi così elevati.
Prendendo come esempio un correntista che versa una somma di 10000 euro, ogni anno percepirà come interessi una somma di circa 200 euro se viene applicato il 2% degli interessi ma considerando le spese che annualmente si aggirano mediamente sugli 80 euro, ricalcolando gli interessi bancari a noi spettanti noteremo che la percentuale reale è nettamente minore a quella che ci aspettavamo.